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Marimo: una romantica pallina verde

27.07.17

Blog Alessandro Magagnini Marimo



Qualche mese fa ho scoperto un po’ per caso una creatura davvero particolare, una pallina morbida e verde che ha attirato immediatamente la mia curiosità… il Marimo. Questa alga tonda mi è stata subito simpatica, così ho deciso di indagare e ho scoperto molte notizie interessanti che voglio condividere con voi!

Il nome scientifico del Marimo è Aegagropila linnaei ed è un’alga pluricellulare, altri nomi con cui è conosciuta sono alga a palla e sasso-pianta. Il Marimo venne scoperto negli anni venti del XIX secolo in Austria nel lago Zeller, dal dottor Anton E. Sauter. In natura questa alga vive in colonie che sono state ritrovate solo nei laghi islandesi, austriaci, giapponesi e della zona che va dalla Siberia all’Estonia. Quest’alga pluricellulare ha un rapporto molto stretto proprio con il Giappone! Nel 1898 il botanico Tatsuhiko Kawakami le diede il nome Marimo, che è composto da due parole giapponesi Mari e Mo. Mari significa biglia e Mo indica genericamente tutte le piante che crescono in acqua. Il rapporto con la Terra del Sol Levante non finisce qui. Una leggenda giapponese molto romantica narra la storia di due innamorati che, per sfuggire alle famiglie che li volevano separare, si rifugiarono sulle rive del lago Akan: l’unione dei loro cuori diede vita al Marimo. Il lago Akan è l’unico in Giappone dove si può trovare questa pallina verde. Nel 1921 il Giappone lo dichiarò “tesoro naturale” e proprio sulle rive del lago Akan è stato realizzato un museo a lui dedicato.

Il Marimo è considerato un simbolo non solo di amore, ma anche di affetto profondo, sincero, stima e rispetto. Un portafortuna per tutte le novità della vita, una nuova amicizia, una nuova casa, una nuova attività… In Giappone, poiché il Marimo vive oltre duecento anni (considerate che cresce di circa 5 mm ogni anno), viene considerato un’eredità familiare ed è tramandato di generazione in generazione.

Averne cura è davvero molto semplice: ogni dieci giorni basta estrarlo dal contenitore che lo ospita, sciacquarlo e strizzarlo delicatamente come fosse una spugna e cambiare l’acqua. È importante non esporlo alla luce diretta del sole, in natura infatti è abituato al buio del fondale dei laghi. Bellissima da vedere è la cosiddetta “danza dei Marimo”, con la luce del sole possono crearsi delle bollicine d’aria, dovute alla fotosintesi clorofilliana, le quali sono visibili ad occhio nudo e permettono al Marimo di muoversi all’interno del suo contenitore. Aggiungendo ogni tanto potete un po’ di acqua frizzante, la danza del Marimo sarà ancora più vivace!

Il mio consiglio è di tenere il Marimo in un contenitore alto e trasparente in cui è più facile vederlo muovere dal basso verso l’alto o viceversa, oppure in un acquario insieme ai pesci. A me piace proprio tenere i Marimo in cilindri in cui inserisco anche dei pesciolini piccolini chiamati gambusie, piccoli animaletti molto resistenti.

Cos’altro aggiungere il Marimo è un’alga di cui mi sono totalmente innamorato, la storia che lo riguarda è romantica e affascinante così come la sua danza, una pianta curiosa e non scontata da tenere in casa. Un bel regalo da fare a se stessi oppure un pensiero dolce da rivolgere agli altri!

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